Notiziedaiparch...'s profileNotiziedaiparchiPhotosBlogLists Tools Help

Video

No content has been added yet.

Notiziedaiparchi

informazioni e attualità

Custom HTML

Si comunica che il sito Notiziedaiparchi.it è stato definitivamente spostato a questo indirizzo: www.notiziedaiparchi.it. Questo blog, fungerà soltanto da archivio per gli articoli precedenti al mese di Aprile 2009.
There are no photo albums.
4/23/2009

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

NOTA BENE
Si comunica che il sito Notiziedaiparchi.it è stato definitivamente spostato a questo indirizzo: www.notiziedaiparchi.it. Questo blog, fungerà soltanto da archivio per gli articoli precedenti al mese di Aprile 2009.
4/20/2009

AGRICOLTURA PUGLIA, LIPU CHIEDE MODIFICA DEL PIANO SVILUPPO RURALE (PSR).

“MANCANO MISURE ADEGUATE PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE E DELLA BIODIVERSITA"

Le richieste inviate all’assessore regionale Enzo Russo. Il Piano pugliese si colloca nelle ultime posizioni a livello nazionale per tutela di specie e habitat agricoli Il Piano di Sviluppo Rurale (PSR) della Puglia è carente sotto il profilo della conservazione degli habitat e della biodiversità e si colloca, sotto questo profilo, agli ultimi posti a livello nazionale. Lo afferma la LIPU-BirdLife Italia, che in una lettera inviata nei giorni scorsi a Enzo Russo, assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, chiede un incontro urgente per illustrare le proposte di modifica al PSR regionale e segnala le poche risorse per la conservazione di habitat, flora e fauna selvatiche, l’assenza di misure specifiche per importanti habitat come le steppe, la presenza di misure con potenziali effetti negativi sulla biodiversità. Con la revisione di medio termine (cosiddetta “Health Check”) della Politica Agricola Comune (PAC) – spiega la LIPU - l’Unione Europea ha stanziato di recente più fondi per lo Sviluppo Rurale al fine di affrontare le nuove sfide ambientali, tra cui la mitigazione dei cambiamenti climatici, la protezione delle acque e la conservazione della biodiversità. Temi sui quali la regione Puglia è particolarmente esposta, in particolare al rischio di desertificazione che incombe sul 90% del proprio territorio, aggravato da un uso insostenibile dell’acqua. Nella regione risultano inoltre frammentati e degradati habitat naturali e seminaturali di grande importanza, con costante declino della biodiversità. “L’opinione pubblica – dichiara Patrizia Rossi, Responsabile Agricoltura LIPU – si aspetta provvedimenti a favore di un’agricoltura sostenibile, che offra prodotti sani e ricavati da pratiche agricole che tutelano l’habitat e aiutano la sopravvivenza delle specie degli ambienti rurali. Questo Piano invece – conclude – va nella direzione opposta. Chiediamo dunque un cambio netto di rotta”. Nella lettera inviata dalla LIPU all’assessore Russo, in particolare, si evidenzia come il PSR pugliese ignori, per esempio, la grande rilevanza naturalistica delle steppe, formazioni erbose seminaturali che vengono utilizzate come pascolo permanente. Ambienti però dissodati, spietrati e messi a coltura: dagli 80mila ettari degli anni Cinquanta, si è passati ai 29mila ettari del 2000. “I pascoli permanenti o steppe – fa notare Rossi – portano non solo benefici alla biodiversità, ma svolgono funzioni ecologiche di grande rilievo come la fissazione dell’anidride carbonica, la protezione del suolo contro l’erosione e la desertificazione, la regolazione delle acque e degli equilibri idrogeologici”. Secondo la LIPU, inoltre, il PSR non prevede aiuti per la zootecnia biologica o per le colture da foraggio in agricoltura biologica, una pratica – sottolinea la LIPU – indispensabile per una gestione corretta e il ripristino delle steppe, e inoltre per favorire la diffusione della rotazione delle colture, la cui semplificazione è invece all’origine dell’impoverimento dei suoli e della riduzione della biodiversità negli ecosistemi agricoli. Un’altra critica della LIPU al PSR si rivolge alla misura per la diversificazione del paesaggio agricolo (la n.216 “Sostegno agli investimenti non produttivi”), che prevede la messa a dimora di siepi, boschetti e altri elementi tipici del paesaggio, misura che non risulta accompagnata da una specifica azione agroambientale per la copertura dei costi di manutenzione o la compensazione del mancato reddito per gli agricoltori. Se non si porrà rimedio a questa carenza, la LIPU teme il fallimento della misura. Parma, 9 aprile 2009

4/18/2009

TORNA ORSO SU DOLOMITI, FOTOGRAFATO DA FORESTALE

(ANSA) - BELLUNO, 17 APR - Questa volta l'orso c'e' davvero sulle Dolomiti del Veneto. Un plantigrado, di cui avevano parlato alcuni escursionisti nei giorni scorsi, e' stato avvistato e fotografato dagli uomini del Corpo Forestale nella zona dei Bitti in valle del Mis, vicino a Gosaldo, nel cuore del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Una pattuglia di guardie forestali si era appostata per verificare la presenza dell'animale nei pressi della Casera Bitti e la Crocetta, quando nel tardo pomeriggio di ieri la loro pazienza e' stata premiata: l'orso bruno si e' fatto avanti, sollevandosi in piedi da dietro una pianta di pino nero, vicino alla quale si era sdraiato a riposare. La Polizia Provinciale e gli uomini della forestale raccoglieranno ora peli e feci dell'animale per verificarne il dna e accertare se si tratti, com'e' probabile, dello stesso esemplare segnalato nei giorni scosi nell'area di Zoldo (Belluno). Gli esperti ritengono che si tratti di un animale quasi adulto, maschio. Spesso gli orsi maschi girovagano da una zona all'altra alla ricerca delle femmine e di nuovi territori. (ANSA).
4/17/2009

MORTI DI STENTI 1.800 CAPRIOLI IN ALTO ADIGE

(ANSA) - BOLZANO, 16 APR - E' pesante il bilancio delle eccezionali nevicate dello scorso inverno che hanno ucciso 1.800 tra cervi e caprioli nelle foreste dell'Alto Adige. Gli animali sono morti a causa della carenza di cibo. Il bilancio lo fa il giornale in lingua tedesca Dolomiten che presenta dati impressionanti: dei 30 mila caprioli che si stima abitino il territorio, 1.500 non hanno superato l'inverno e ad essi vanno aggiunti 250 cervi morti per la fame e gli stenti. Il bilancio di quest'inverno cosi' ricco di nevicate e' pesante anche per quanto riguarda i boschi, con 100 mila metri cubi di legname schiantato dal peso della neve sui rami. (ANSA).

UCCELLI SELVATICI; CACCIA SI', MA SOSTENIBILE

Oggi la Commissione europea presentera' ufficialmente una guida per la caccia agli uccelli selvatici. La pubblicazione e' nata per contribuire a garantire che le attivita' venatorie siano svolta in conformita' alla normativa comunitaria sul patrimonio naturale. Scopo dichiarato della guida e' quindi quello di chiarire le disposizioni in materia di caccia della prima normativa adottata dall'Unione in materia di patrimonio naturale, la direttiva 'Uccelli selvatici', della quale il 2 aprile 2009 ricorre il trentesimo anniversario. Si tratta di uno strumento fondamentale per contribuire a raggiungere l'obiettivo dell'UE di arrestare la perdita di biodiversita'. La Commissione europea appoggia la caccia sostenibile e riconosce che la caccia stagionale degli uccelli selvatici puo' avere effetti positivi sulla tutela degli habitat. La caccia e', secondo l'Ue, una delle numerose attivita' che possono essere svolte nei siti Natura 2000, la rete ecologica di zone naturali protette che interessa all'incirca un quinto del territorio e delle acque continentali dell'Unione europea. E puo' contribuire alle iniziative comuni per la gestione di habitat importanti, come le zone umide, le brughiere e i terreni agricoli. Si tratta di un fattore essenziale per ripristinare e tutelare la biodiversita' in Europa, che sta diminuendo a un tasso allarmante: un esempio di questa preoccupante tendenza e' costituito dal calo delle popolazioni di uccelli comuni come i passeri, le rondini e le starne. La Commissione ha avviato nel 2001 un'iniziativa per la caccia sostenibile con la collaborazione degli Stati membri, dell'organizzazione per la conservazione degli uccelli BirdLife International e della federazione delle associazioni di caccia e conservazione dell'UE (Federation of Associations for Hunting and Conservation - FACE). Nel 2004 BirdLife International e FACE hanno sottoscritto un accordo internazionale sulla caccia nell'ambito della direttiva 'Uccelli'. La guida costituisce proprio il risultato di iniziative congiunte intese a illustrare le migliori pratiche per il conseguimento di questo obiettivo. Pur avendo lo scopo di tutelare gli uccelli in generale, la guida esamina in particolare le stagioni della caccia ricreativa, le modalita' per ridurre al minimo il rischio di disturbare gli uccelli e i loro habitat, e le condizioni per la concessione di permessi di caccia in circostanze eccezionali. L'obiettivo e' chiarire i punti che si prestano a fraintendimenti e rendere noti i requisiti minimi della direttiva, permettendo ai cacciatori di svolgere la loro attivita' in modo sostenibile.
4/11/2009

RIFIUTI PERICOLOSI SVERSATI NEL FIUME NOCE (BASILICATA)

Dodici persone facenti parte di una Cooperativa di Trecchina (PZ) che gestisce un impianto di trattamento di rifiuti speciali sono state denunciate dal NOE e dai Carabinieri di Lagonegro. Sono stati accusati di sversare i rifiuti da un impianto ubicato in contrada Sago di Tortora direttamente nel fiume Noce. Il decreto , firmato dal Tribunale di Paola, è susseguente ad indagini che sono partiti nel maggio del 2008, allorquando furono segnalate sostanze nel fiume che aveva cambiato colore, assumendo un colore scuro, ed emanando un forte olezzo. L’impianto di depurazione gestito dalla Cooperativa immetteva senza depurazione i reflui che finivano per inquinare anche la costa marateota. Dopo il recente caso analogo avvenuto a Senise (PZ) per una discarica di rifiuti speciali sequestrata dai Carabinieri, le forze di tutela del territorio incassano un importante risultato contro inquinatori senza scrupoli (fonte: notiziedaiparchi)

APRE IL MUSEO DI STORIA NATURALE DEL VULTURE

Proposto nehli anni 90 dal WWF Basilicata trova compimento la realizzaziomne del Museo di Storia Naturale del Vulture, in attesa dell'istituzione del Parco 

Nella bellissima cornice dei laghi di Monticchio, una delle 4 aree protette della Provincia di Potenza, a partire dalla giornata di Pasqua sarà possibile visitare il Museo di Storia Naturale del Vulture, realizzato dall’Amministrazione Provinciale nei primi due piani dell’Abbazia di San Michele. Dopo l’autorizzazione all’apertura concessa alla Provincia, soltanto lo scorso mercoledì 8 aprile, dal Corpo Forestale dello Stato, proprietario della struttura, tutto è pronto per consegnare alle comunità uno scrigno di saperi. Con la realizzazione del Museo, l'Abbazia pur conservando la sua originaria destinazione a luogo di culto, diventa uno spazio espositivo in grado di raccontare, soprattutto alle giovani generazioni, l'importanza di un territorio in cui ricadono diverse ricchezze naturali, la sua geologia, la sua flora, la sua fauna, la natura vulcanica dei suoi laghi, partendo dall'Homo erectus di Atella fino ai giorni nostri. ''L'allestimento– ha sottolineato la dirigente Cristina Caricati - per ampia parte alla Bramea - una rara farfalla notturna che vive alle pendice del Vulture - e ripercorre, di pari passo, l'evoluzione del Vulture e la storia degli uomini che lo abitano''. ''Si tratta - ha continuato - di un sito dinamico, in continua evoluzione che in futuro sarà arricchito di nuovi reperti e che intende unire un turismo di tipo religioso ad uno di tipo culturale. Non a caso l'Abbazia è stata ristrutturata in modo molto coerente con la sua funzione''. Sul sito della provincia di Potenza (www.provincia.potenza.it) è possibile trovare i giorni e gli orari di apertura al pubblico del Museo, che per la stagione primaverile sarà visitabile anche nella giornata di Pasquetta e tutti i fine settimana fino a giugno. Per informazioni e segnalazioni scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica: museodelvulture@provinciapotenza.it.

PARCHI BASILICATA, MERCOLEDI' PRESENTAZIONE PROGETTO PER PARCHI

Mercoledì 15 aprile alle ore 10, nella sala riunioni del Dipartimento Infrastrutture in corso Garibaldi 139, si terrà una conferenza stampa per presentare il “Progetto Terra e Fuoco”, che interesserà i parchi regionali “Gallipoli Cognato” e “Chiese Rupestri”. Il progetto, finanziato dalla Fondazione per il Sud e dalla Regione Basilicata, è finalizzato alla costituzione di una rete operativa tra i due parchi e prevede attività di sensibilizzazione e di educazione ambientale, attività di prevenzione degli incendi boschivi, recupero di sentieri in area parco e l'implementazione di un sistema di telerilevamento. All'incontro con i giornalisti parteciperanno l'assessore Innocenzo Loguercio, il presidente del Parco Gallipoli Cognato (ente capofila del progetto), Rocco Rivelli, e i rappresentanti della partnership di progetto.

COMITATO PARCHI: QUANDO LA TERRA TREMA

A volte la terra trema, esplode, si ribella. Oppure i fiumi traboccano, il suolo si sgretola e precipita a valle. O ancora il mare sobbalza e travolge tutto. Altre volte i boschi bruciano, e il fuoco si espande inarrestabile. Che si tratti di eruzione, incendio o alluvione, oppure di terremoto o maremoto, la tragedia ci colpisce all’improvviso, e sembra ineluttabile. Ma è proprio così? L’ultimo cataclisma d’Italia è stato il terremoto d’Abruzzo, che in piena notte ha colpito la Conca Aquilana, alle falde del Gran Sasso. Una catastrofe che ha messo in ginocchio la regione dei Parchi, e che ha sprigionato una gara al soccorso e alla solidarietà: ma ha pure scatenato le immancabili polemiche. Si possono prevedere i terremoti? C’è chi tenta l’impresa, ma la scienza ufficiale lo esclude nel modo più assoluto. Eppure anche questo disastro era stato preceduto da scosse di minore intensità, e studiosi non blasonati, fuori dalle righe, stavano cercando di elaborare un metodo di segnalazione basato sul Radon, un gas radioattivo i cui valori aumentano in prossimità degli eventi sismici. Probabilmente un sistema ancora da verificare, ma perché ridicolizzare chi cerca di occuparsene? E come mai gli animali si accorgono sempre in anticipo dei terremoti imminenti? Siamo proprio certi che le moderne tecnologie non possano tentare di imitare, magari goffamente, ciò che la natura conosce da sempre? Il colossale Gran Sasso, “ombelico d’Italia”, è come buona parte della dorsale appenninica un massiccio calcareo con parecchi vuoti all’interno: non solo grotte e cavità, inghiottitoi e fessure di ogni genere, ma anche acque nascoste, fiumi impetuosi e serbatoi enormi del prezioso liquido, che poi verrà restituito fresco e purissimo più a valle. Acque scorrenti e costante stillicidio, capaci di formare e disfare la roccia, un equilibrio dinamico che è meglio non turbare oltre misura. Scosse e crolli, frane e assestamenti sono qui eventi quasi quotidiani, ma non si può negare che quelle acque sotterranee giochino un costante ruolo di “ammortizzatore”. Quando il gigante d’Abruzzo venne traforato da una doppia galleria, furono intaccati questi fiumi invisibili e sconvolte le “falde sospese”, enormi depositi idrici di antichissima origine. E intorno alla montagna le falde idriche si abbassarono di centinaia di metri, molta vegetazione si disseccò, le piante da frutta agonizzarono. Solo a fatica, e grazie a un grande movimento di opinione, si riuscì a scongiurare un terzo tunnel che avrebbe crivellato senza scopo la montagna di Aquila e di Teramo. Scrivevamo nel 1972 sulla Guida alla Natura d’Abruzzo, a proposito del prosciugamento del Lago del Fucino, completato circa un secolo prima: “Le falde idriche si abbassarono e impoverirono, e ciò non fu senza conseguenze sulla stabilità del sottosuolo, eminentemente carsico e fessurato. Qualcuno è giunto persino a collegare i terribili terremoti che nel 1915 devastarono la Marsica, uccidendo decine di migliaia di persone, a questo involontario quanto brutale sconvolgimento di un delicatissimo equilibrio ecologico.” L'abbassamento della faglia che provocò il terremoto è ancor oggi chiaramente visibile a chi percorra il settore nordorientale della conca del Fucino. Non si deve poi dimenticare l’altro lato della medaglia, che riguarda le gravi e indiscutibili colpe dell’uomo nella costruzione di edifici che si pretenderebbero sicuri. Come mai le norme antisismiche e il cemento non sono stati in grado di tenere in piedi neppure palazzi costruiti una manciata di anni fa? Possibile che in occasioni del genere, dall’Irpinia al Belice e al Molise, con tutti i validi sistemi e gli attentissimi organi di controllo nessuno si accorgesse che quel cemento era soprattutto sabbia, e che la corsa ai facili guadagni aveva scatenato movimenti sospetti di tangenti, con troppo rapidi arricchimenti? Non sappiamo ancora se e quanto una “catastrofe naturale” sia davvero prevedibile o evitabile. Ma certo dovremmo interrogarci molto più profondamente su ciò che l’uomo è in grado di fare per comprenderne la dinamica, per contrastare e contenere ogni danno conseguente, e per ricostituire con scrupolo, onestà e rapidità città e villaggi devastati: come erano e dove erano, eliminando solo alcuni scempi degli ultimi anni, ma guardandosi bene dalla tentazione di creare nuove città prive di memoria storica. Dopo secoli e millenni, il Colosseo e il Partenone, le Piramidi e le Città Inca, così come le mura ciclopiche dei Pelasgi e persino il vicino teatro romano di Amiternum sono, almeno nella parte rispettata dai vandali, sempre lì. E quest’uomo che va sulla luna non riesce neppure a tenere in piedi per qualche anno le proprie dimore? Roma – Abruzzo, aprile 2009
4/9/2009

LEGGE QUADRO SULLA CACCIA: L’ARCICACCIA BASILICATA CONCORDA CON WWF

"Condivido le preoccupazioni del Presidente del Wwf Basilicata, Mazzilli, circa la ineguatezza delle proposte presentate da parlamentari di centrodestra, che agitano la questione caccia con chiari intendimenti strumentali e propagandistici, e anzi aggiungo che, alcune di dette modifiche, per la Basilicata sono particolarmente deleterie”. Lo afferma, in un comunicato stampa, Alfonso D’Amato, presidente dell’Arci caccia Basilicata. “Una di queste, infatti – aggiunge D’Amato - prevede la libera circolazione su tutto il territorio nazionale per la caccia alle specie migratrici, che per la Basilicata vuol dire essere invasi da centinaia di migliaia di cacciatori provenienti da tutt’Italia, essendo la Regione in cui molte specie selvatiche migratrici svernano. Se si considera, inoltre, che la Basilicata è stretta fra la Puglia e la Campania, nelle cui regioni il numero dei cacciatori è di oltre un centinaio di migliaia che, non avendo territorio vocato, si riverseranno costantemente sul nostro, è facile immaginare le disastrose conseguenze. Oggi la L.157/92 e la L.R. 2/95 prevedono che le presenze sul territorio e il prelievo venatorio siano controllate e gestite dai Comitati di Gestione degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC), che, non a caso, sono costituiti da cacciatori, agricoltori, ambientalisti ed enti locali e chi vuole accedere per la caccia sul nostro territorio deve innanzitutto inoltrare nei tempi stabiliti una domanda con una serie di documenti e, solo se ammessi, devono versare una quota, di non poco conto, con la quale i Comitati degli ATC possono fare la gestione concreta del territorio di loro competenza. Gestione che comincia a dare i suoi frutti, che ha visto crescere sul territorio una serie di aziende faunistiche, centri di produzione selvaggina da ripopolamento, incentivi agli agricoltori per la non bruciatura delle stoppie, ripristini faunistici e ricostituzione di habitat naturali”. D’Amato annuncia che “nell’immediato organizzeremo un convegno/dibattito proprio su questo argomento a cui inviteremo tutti i parlamentari lucani, i cacciatori e le associazioni degli agricoltori e degli ambientalisti. Farebbe bene, invece, il Governo Berlusconi a restituire alle Regioni i soldi derivanti dalla tassa di concessione governativa con i quali si potranno avviare e incrementare progetti di tutela e conservazione faunistica e ambientale”.
4/8/2009

WWF, STEFANO LEONI ELETTO NUOVO PRESIDENTE

(ANSA) - ROMA - Il Wwf rinnova i propri organi di governo e nomina Stefano Leoni presidente. Raniero Maggini e Gustavo Gandini affiancheranno Leoni in qualita' di vice-presidenti. Lo ha reso noto oggi l'associazione ambientalista con un comunicato. Sposato, 48 anni, Stefano Leoni ha cominciato la sua attivita' al Wwf nel 1988 collaborando come attivista. Successivamente divenne referente delle guardie venatorie dell'associazione contribuendo alla creazione dell'Ufficio Legale del Wwf e seguendo le campagne sul referendum sulla caccia. Ha seguito per il Wwf Italia il progetto europeo di creazione di parchi in Albania e di studi sulla tutela delle aree umide del Mediterraneo. E' stato Membro del Consiglio Nazionale del Wwf dal 2005 e vice presidente fino ad 2009. ''Il Wwf - ha dichiarato Leoni - ritiene che l'uscita dall' attuale crisi economica non possa prescindere dalla tutela dell'ambiente e dei sistemi naturali comuni a tutte le specie viventi. Il ruolo che il Wwf vuole assumere - ha concluso - e' di sfida e proposizione rispetto ad un momento di crisi culturale e di rappresentanza dei temi ambientali nel contesto politico-sociale''. (ANSA).

WWF BASILICATA SU PROPOSTA SENATORE ORSI SCRIVE A DIGILIO E VICECONTE

Il WWF Basilicata chiede l’immediato ritiro delle proposte di legge al Senato che sono un attacco alla natura e agli animali. I risultati del sondaggio commissionato da WWF, Lipu e Legambiente (realizzato da IPSOS) parlano chiaro – dichiara Vito Mazzilli – circa gli orientamenti degli italiani sulla caccia e la loro sensibilità ambientale , che va in direzione praticamente opposta rispetto alle proposte di legge ora in discussone in Senato. Percentuali schiaccianti contro il prolungamento dei periodi di caccia (86%), la caccia nelle aree protette (89%), nuove specie cacciabili (91%) o la licenzia di caccia già a sedici anni (94%). A fronte di questi dati stona chiaramente la proposta del Sen. Orsi e degli altri testi in discussione che prevedono la licenza di caccia ai ragazzi di sedici anni, la liberalizzazione dei richiami vivi, gli zimbelli, la caccia lungo le rotte migratorie, fino alle incredibili previsioni del senatore Carrara, che nel suo disegno chiede l’aumento delle specie cacciabili, incluso specie vietate dall’Europa come Peppola e Fringuello e addirittura la stagione di caccia da agosto a giugno. Si tratta di un tentativo di riforma che risulta in netta e completa controtendenza rispetto al sentire diffuso del Paese e se oggi la caccia è accettata dai cittadini italiani è solo perché le regole sono chiare e la legge garantisce un equilibrio tra interessi contrapposti. Ci sembra quindi – continua Mazzilli- che non vi siano oggi i presupposti per la modifica della legge 157/1992, che è anche l’unica legge di protezione della fauna selvatica nel nostro Paese e comunque in linea con le grandi convenzioni internazionali sulla biodiversità e con le principali direttive comunitarie. Crediamo infatti che una modifica della legge si possa avere solo se basata su ragioni scientifiche e se, come avvenuto con il Tavolo degli stakeholders, le parti interessate sono disponibili a discutere e confrontarsi e la politica a cogliere le sintesi derivanti dall’analisi di chi ogni giorno lavora per una buona gestione del territorio e per la conservazione della natura. Il WWF Basilicata chiede dunque ai senatori di intervenire perché non venga approvata una legge contro gli interessi generali del Paese e contraria ai principi di conservazione della biodiversità ed anzi si avvii una riflessione sulla necessità di un maggiore impegno per la difesa della biodiversità, per la concreta e seria tutela della fauna selvatica ed una buona gestione del territorio. Dott. Vito Mazzilli Presidente WWF Basilicata Ufficio stampa WWF Basilicata 0971411382
4/7/2009

PARCO ABRUZZO, REGIO TRATTURO COMPLETATO IL RECUPERO

E' stato completato in questi giorni il recupero del tratto tra Pescasseroli e Opi del Regio Tratturo Pescasseroli-Candela. Il progetto, realizzato grazie ad un finanziamento della Regione Abruzzo che usufruiva di fondi comunitari, ha comportato una spesa complessiva di € 156.000. Complessivamente sono stati recuperati circa 15 km di percorso, partendo dalla località Campomizzo, a nord di Pescasseroli – dove prendeva storicamente avvio il tratturo – sino alla località Val Fondillo. Lungo il percorso sono state posizionate otto bacheche con pannelli illustrativi, che permettono di approfondire la storia e la cultura della transumanza e gli aspetti naturalistici e culturali dei luoghi. E' stato realizzato inoltre uno specifico depliant informativo. Presso il Centro Visita di Pescasseroli ed il Museo del Camoscio di Opi sono stati installati ulteriori pannelli informativi. I testi dei pannelli e del depliant sono stati redatti da Maria Pia Graziani, con la collaborazione di Gianluca Tarquinio, mentre l'apparato iconografico è stato sviluppato dall'Associazione Futuro Remoto. Il Presidente Rossi sottolinea come la conclusione di questo importante lavoro si inserisca in un quadro più ampio di valorizzazione del tratturo e della cultura della transumanza, che vede l'Ente Parco impegnato in un progetto complessivo che coinvolge Regioni, Aree protette Comunità Montane e Federparchi, e che vedrà il suo primo passo operativo con una conferenza di organizzazione che si terrà il prossimo 29 aprile a Pescasseroli. Da parte sua il Direttore Ducoli, ringraziando innanzitutto il Servizio Tecnico dell'Ente per l'impegno e la professionalità dimostrati, evidenzia che questo lavoro rappresenta un ulteriore passo nella riqualificazione del territorio e dei servizi per la sua fruizione forniti dal Parco, nel quadro dello sforzo che l'Ente sta facendo in particolare per ridefinire la rete sentieristica. Inoltre, il percorso recuperato assume un particolare significato in quanto si integra fortemente con uno degli elementi caratterizzanti la cultura materiale del territorio. Il percorso verrà ufficialmente inaugurato il prossimo 29 aprile, nell'ambito della conferenza di organizzazione sopra citata. Comunicato Stampa P.N. d'Abruzzo n. 19/2009

PARCO VAL D'AGRI. ASSESSORE SANTOCHIRICO: “DIALOGO CON MINISTERO PER GESTIONE"

“Il ministro Prestigiacomo adesso apra un tavolo di concertazione”

“La pronuncia del Consiglio di Stato conferma che il destino del Parco della Val d'Agri non può essere rimesso ad atti unilaterali e a bizantinismi giuridici. D’intesa con il presidente De Filippo chiederò al ministro Prestigiacomo l'apertura di un tavolo di concertazione che porti, quanto prima, alla nomina di organismi ordinari, in grado di assicurare l'effettivo avvio della gestione”. Così l'assessore regionale all'Ambiente, Vincenzo Santochirico, ha commentato l'ordinanza del Consiglio di Stato che annulla la nomina del commissario dell’Ente Parco Val D’Agri.

4/6/2009

CONSIGLIO DI STATO SOSPENDE NOMINA COMMISSARIO PARCO VAL D’AGRI

- E’ nulla la nomina del commissario dell’Ente Parco Val D’Agri. Infatti, il Consiglio di Stato ha emesso un’ordinanza con la quale viene accolta l’interpretazione che la Regione Basilicata aveva dato. In particolare, il Consiglio di Stato ha ritenuto che “il provvedimento cautelare della sezione n.ro 783/2009, la cui efficacia è stata differita al 2 maggio 2009, mantiene ferma fino alla predetta data la statuizione del Tar, impeditiva della gestione in via commissariale dell’ente parco”. In sostanza viene ribadito quanto affermato dalla Regione Basilicata in merito al divieto, deciso dal Tar, di gestire il parco in via commissariale fino al 2 maggio 2009. “Pertanto – continua l’ordinanza del Consiglio di Stato – con riferimento a detto periodo deve ritenersi contraria al “decisum” cautelare ogni iniziativa o misura del ministero dell’Ambiente rivolta a mantenere ferma la gestione commissariale, fermo restando l’obbligo di leale e seria intesa per la nomina del presidente dell’ente”. “Questa ordinanza – afferma il presidente della Regione, Vito De Filippo – chiarisce una volta per tutte la corretta impostazione che la Regione Basilicata ha avuto al fine di dare avvio alle attività del parco Val D’Agri dentro il perimetro della giustizia e della legalità. Dispiace rilevare che, anche in questa circostanza, il ministero dell’Ambiente abbia voluto imporre una decisione senza aprirsi alle reali esigenze del territorio e strumentalizzandola solo ed esclusivamente a fini politici. Il Parco Val d’agri, l’abbiamo detto mille volte, rappresenta una straordinaria opportunità per la Basilicata e per l’intero Mezzogiorno. E pertanto va gestito in modo trasparente e senza opportunismi. In Basilicata non se ne sentiva davvero il bisogno”.

PARCO DOLOMITI LUCANE, REINTRODOTTO CAPRIOLO ITALICO

Reintrodotti quattro soggetti di Capriolo italico all’interno del territorio protetto del Parco di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane. “Il progetto, promosso e sostenuto dalla Regione Basilicata – spiega il presidente del Parco, Rocco Rivelli - è caratterizzato da un grande interesse conservazionistico e rientra tra gli obiettivi principali del Piano Nazionale d’Azione per la conservazione del Capriolo italico. Il nucleo dei fondatori, provenienti dalla provincia di Siena, sono stati sottoposti a specifiche indagini genetiche preventive (DNA microsatellitare) da parte degli Organi del Ministero dell’Ambiente, al fine di accertarne l’appartenenza certa alla forma “italica”, l’unica che può essere reintrodotta nell’Italia meridionale. Il ritorno di questa specie, estinta nel territorio alla fine dell’ottocento ed un suo auspicabile incremento numerico, oltre a contribuire all’ampliamento dell’areale in Italia, oggi molto ridotto e separato ecologicamente tra loro (resiste, seppur con popolazioni relitte, solo sul versante calabrese del Parco Nazionale del Pollino), riveste – conclude Rivelli - un ruolo importantissimo per il mantenimento della biodiversità e degli ecosistemi”.
4/5/2009

MONTE COCCOVELLO (BASILICATA) ESCLUSO DAI SITI RETE NATURA 2000

Come è possibile che ben 148 professionisti reclutati dalla Regione Basilicata per monitorare l'intero territorio regionale e ben 15 società abbiano sottostimato il vero valore del Monte Coccovello (Basilicata) situato nel territorio dell'entroterra marateota?. Se lo chiedono i comitati dei cittadini e la OLA, Organizzazione Lucana Ambientalista che si chiedono come sia stato possibile che le valenze geologiche, le emergenze floro faunistiche prioritarie per l'Unione Europea, i valori paesaggistici, le evidenze  speleologiche del Monte Coccovello compreso nei territori comunali di Trecchina, Rivello e Maratea, già escluso dal parco nazionale della Val d'Agri, non siano state "sufficienti" ad avvallare la richiesta di istituzione di un Sito di Importanza Comunitaria, nonostante un Deliberato della stessa Giunta Regionale approvato in tal senso. La montagna, già interessata dall'attraversamento di un mega elettrodotto diretto a Castrocucco di Maratea è oggi insediato da un metanodotto della Snam Rete Gas che collega il basso Cilento. Questi lavori rischiano di depauperare i valori del massicio carsico studiato dal Gruppo Geo-Speleo Valle del Noce che ha evidenziato l'alta vulnerabilità delle falde idriche dovuta ad interventi che, pur se superficiali, possono compromettere le qualità degli acquiferi condizionato dal carsismo e dalla presenza di numerose grotte che hanno reso possibile la definizione di "gruviera carsica del Sud Italia".

PALUDE DEL BUSATELLO (VERONA) ZONA RAMSAR

Con decreto del Ministero dell'Ambiente del 30 settembre 2008 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n.76 del 1 aprile 2009, la zona umida "Palude del Busatello", ubicata nel comune di Gazzo Veronese, provincia di Verona, è dichiarata di importanza internazionale ai sensi e per gli effetti della "Convenzione relativa alle zone umide di importanza internazionale, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici" firmata a Ramsar il 2 febbraio 1971. Il Ministero dell'Ambiente, la Regione Veneto, il Comune di Gozzo Veronese ed il WWF dovranno assicurare, per quanto di propria competenza, il rispetto degli obiettivi di tutela previsti dalla Convenzione Ramsar. La sorveglianza è affidata al Comando dei Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente, il CFS ed altre forze di polizia. (fonte: notiziedaiparchi)
4/4/2009

OLA | CENTRALE DEL MERCURE, IL PARCO NON FACCIA GLI INTERESSI DI ENEL

La OLA, Organizzazione Lucana Ambientalista, coordinamento apartitico di associazioni e comitati dei cittadini chiede all’Ente Parco del Pollino di non procedere al rilascio di eventuale “parere postumo” richiesto dalla Regione Basilicata sulla Valutazione d’Incidenza per la centrale del Mercure. Nell’ipotesi che il parco abbia invece rilasciato tale “parere postumo”, si chiede al Presidente Domenico Pappaterra di procedere senza indugi al suo ritiro in sede di “autotutela”. La centrale del Mercure ricade infatti attualmente all’interno del perimetro del parco nazionale del Pollino ed all’interno della Zona di Protezione Speciale Pollino - Orsomarso. La OLA diffida in proposito il presidente della Comunità del Parco, Sandro Berardone, a perseguire qualsiasi tentativo di escludere dal perimetro del parco e dalla ZPS il territorio ove ricade la centrale ENEL del Mercure. Infatti il giorno 9 aprile prossimo il presidente Berardone ha convocato una seduta della la Comunità del parco per approvare di gran carriera, nell’ambito dell’iter del Piano del parco, una nuova zonazione che prevede di trasformare la “zona 2” in cui ricade attualmente la centrale, in “zona contigua” esterna dunque al parco. Non vorremmo che, con un colpo di mano” venisse definitivamente eliminato alla radice il problema della centrale del Mercure, dando il via libera all’esercizio dell’impianto, ammettendo così la grave colpa degli organi del parco nazionale, e favorendo gli interessi dell’ENEL che non possono prevalere su quelli prioritari della tutela e salvaguardia dell’ambiente e dell’area protetta nazionale. OLA [Organizzazione Lucana Ambientalista] fax: (+39) 0971.1830169 mail: ufficiostampa@olambientalista.it website: http://www.olambientalista.it blog: http://www.olambientalista.it/corporateblog.htm
3/31/2009

CACCIA, LE ASSOCIAZIONI: CORRETTISSIMO L'APPELLO DI LICIA COLO'

"Un atto che se non fosse vano sarebbe gravissimo". E' il commento delle associazioni Animalisti italiani, ENPA, Fare Verde, LAC, LAV, Legambiente, Lega del cane, LIPU, Vas, WWF alla minacciata querela da parte di Farembiente a Licia Colò per il suo sostegno alla campagna contro "caccia selvaggia". “Da anni Licia Colò è impegnata con grande professionalità nel diffondere la conoscenza e il rispetto profondo per la natura E' una professionista seria che sa quello che fa e lo fa bene. In questo caso ha richiamato l'attenzione sulla necessità di difendere la natura, già sofferente per varie ragioni, dai tentativi di allentare le norme a sua difesa. “Quella di Fareambiente – proseguono le associazioni - appare dunque un'operazione inaccettabile, finalizzata a zittire l'opinione pubblica e il mondo dello spettacolo e della cultura, nel mentre questi esprimono tutta la loro preoccupazione per le ipotesi di ulteriori concessioni alla caccia in Italia. “Un'operazione vana perché avrà l'effetto di moltiplicare la già dilagante protesta da parte dei cittadini, ma anche grave e preoccupante, perché dal netto sapore intimidatorio. In definitiva, un'operazione che certo non fermerà la campagna contro "caccia selvaggia", ma anzi la rilancerà. “A Licia Colò – concludono Animalisti italiani, ENPA, Fare Verde, LAC, LAV, Legambiente, Lega del cane, LIPU, Vas, WWF - non solo il pieno sostegno delle nostre associazioni ma soprattutto quello dei milioni di cittadini che da anni la seguono con grande affetto e attenzione". Fonte: LIPU - Parma, 31 marzo 2009

INCONTRO PARCO VAL D’AGRI - ENI

Si è svolto stamani il primo incontro tra il Commissario Straordinario del Parco dell’Appennino Lucano-Val d’Agri- Lagonegrese, ing. Domenico Totaro, con lo staff dell’Eni guidato dall’ing. Pietro Guarnieri, responsabile del Distretto Meridionale Eni insieme all’ing.Marco Marsili di Shell, partner di Eni nella concessione Val d’Agri. Il Commissario Totaro, supportato dal parere degli esperti che ha voluto al suo fianco, ha posto sul tavolo la questione prioritaria dell’attività di promozione e protezione del territorio, propria del Parco. “Il confronto - ha chiarito il Commissario - dovrà basarsi anzitutto sull’acquisizione degli elementi conoscitivi dell’attività estrattiva svolta dall’Eni, in un rapporto di chiarezza e trasparenza reciproci. Pertanto - ha proseguito Totaro - è necessario conoscere in modo più dettagliato quali sono i sistemi di monitoraggio ambientali in atto e quali quelli che si intende implementare in futuro, e tutti gli elementi utili per fornire un’informazione corretta ed esaustiva alle popolazioni del Parco. L’Eni si è detta disponibile a fornire tutti gli elementi conoscitivi necessari al fine di dare una chiara informazione per veicolare un messaggio corretto relativo alle proprie attività sul territorio, proponendosi come interlocutore costruttivo per le attività che il Parco intende mettere in campo in tema ambientale, formativo, sostenibilità e di sviluppo del territorio”. È stato ribadito, altresì, dal Commissario la “necessità di porre la massima attenzione sulle attività che l’Eni ha in corso nelle zone ad alta sensibilità ambientale (ZPS e SIC), rimandando ad un prossimo incontro i relativi approfondimenti. A tal proposito è stato concordato, su proposta del commissario, un tavolo qualificato di confronto permanente con le altre istituzioni che hanno competenza sulle tematiche trattate (Ispra, Regione Basilicata, Arpab, Cnr, Agrobios, Enea)”. [Fonte: Basilicatanert.it]

STATI UNITI GUADAGNANO 81.000 NUOVI ETTARI DI AREE PROTETTE

WASHINGTON (Usa). Il presidente Barack Obama ha firmato ieri la legge in materia di estensione e protezione, dallo sviluppo dell’estrazione di petrolio e gas, dei parchi pubblici e delle aree protette degli Usa. Si tratta della più grande misura di conservazione degli Stati Uniti negli ultimi di 15 anni. «Questa normativa garantisce che non daremo per scontate le nostre foreste, fiumi, oceani, le parti nazionali, monumenti e zone selvagge», ha detto Obama mentre firmava la legge Public land management. La legge - sostenuta dai membri di entrambe le parti - è «una tra le più importanti degli ultimi decenni per proteggere, conservare e tramandare i nostri più custoditi paesaggi della nazione alle generazioni future», ha aggiunto Obama. Il disegno di legge omnibus, che comprende più di 150 singole misure approvate dal Congresso, crea 10 nuove National heritage areas, designa due milioni di acri (81.000 ettari) di terre federali in nove Stati membri come zone selvagge e definisce le misure di conservazione dell’acqua. «La legge protegge gelosamente i luoghi dagli Appalachi della Virginia e del West Virginia fino alla penisola superiore del Michigan, dal canyon dell’Idaho fino alla scogliera di pietra arenaria dello Utah, dalla Sierra Nevada in California fino alla Badlands dell’Oregon», ha detto Obama. «E’ il nostro modo di rispondere di fronte alle sfide future per quanto riguarda l´acqua... una risposta che tiene in considerazione quanto la crescita e il cambiamento climatico influenzeranno il nostro accesso alle risorse idriche... e comprende soluzioni alla complesse e lunghe dispute sull’acqua» ha aggiunto. Obama ha detto che le misure di conservazione delle acque consentiranno inoltre agli 80000 indigeni Navajo «l’accesso per la prima volta all’acqua pulita e corrente». Un’altra azione meritoria, del presidente Obama dunque, che continua sulla strada della piena applicazione del programma elettorale. (Fonte: Greenreport).
3/29/2009

ASSOCIAZIONI,COLDIRETTI CHIARISCA SU CACCIA SELVAGGIA

(ANSA) - ROMA, 27 MAR - ''La Coldiretti chiarisca se e' favorevole alla caccia selvaggia oppure no''. Cosi' le associazioni animaliste Amici della Terra, Fare Verde, Legambiente, Lipu e Wwf sulle dichiarazioni del presidente della Coldiretti Sergio Marini sulla riforma della legge sulla caccia in discussione al Senato. ''Condividiamo l'interesse per la questione dei danni all'agricoltura - hanno dichiarato le associazioni in un comunicato congiunto - e gia' abbiamo sottoscritto l'impegno ad affrontare il problema. Occorre ragionare su un percorso che individui gli strumenti utili per risarcire i danni e prima ancora per prevenirli, senza strumentalizzarli''. Secondo le associazioni, ''in merito alla legge sulla caccia sarebbe gravissimo che la Coldiretti avallasse pratiche quali i richiami vivi, le civette legate, la caccia lungo le rotte migratorie, la mobilita' dei cacciatori su tutto il territorio nazionale, la caccia a sedici anni, la riduzione della vigilanza venatoria e altro ancora. Punti inaccettabili contenuti nella proposta Orsi sui quali anche la Coldiretti aveva espresso il proprio dissenso''. (ANSA).
3/28/2009

PARCO DEL GARGANO, SCOPERATA UNA NUOVA SPECIE DI SAXIFRAGA ROTUNDIFOLIA L.

La flora del Gargano si arricchisce di una nuova specie. E’ stata infatti scoperta nei boschi di San Marco in Lamis una nuova pianta dal nome “Saxifraga rotundifolia L. (famiglia delle Saxifragaceae), pianta erbacea perenne, diffusa sulle montagne dell’Europa meridionale. Lo annuncia Philipp Wagensommer, dottore in Biodiversità e conservazione della natura, da tempo trapiantato sulla Montagna del Sole. Si tratta dunque del primo ritrovamento di questa specie sul Gargano e di una importante conferma della presenza della stessa in Puglia. In Italia la saxifraga è presente in tutte le regioni e cresce nei boschi montani, spesso su substrato roccioso. Il nome comune della specie è “Sassifraga a foglie rotonde” o “Erba Stella”. La nuova specie si riconosce per le foglie basali rotondette e carnose, con margine crenato-dentato, e per i bei fiori, piccoli e numerosi, dal colore bianco, muniti di piccole macchie bruno-porporine. Nonostante la presenza della saxifraga in Puglia è data per certa dai principali specialisti nazionali di flora, in realtà, mancavano finora dei riscontri concreti. In particolare, sul Gargano essa finora non era mai stata indicata; e le uniche stazioni pugliesi in cui la specie, piuttosto mesofila, potrebbe crescere si trovano sul Subappennino Dauno e forse sulle Murge. “La saxifraga rotundifolia è stata scoperta da me il 29 aprile di due anni fa sul fianco esposto a nord-est di una dolina in località “Le Chiancate”, nel comune di San Marco in Lamis” dice Wagensommer. “Cresce su roccia calcarea” ha aggiunto “tra i muschi, assieme a poche altre specie, tra cui la felce Asplenium trichomanes L”. Il Gargano si conferma ancor più come un laboratorio botanico a cielo aperto. Già “capitale delle orchidee”, la Montagna del Sole si arricchisce ora di una nuova specie che la rende ancor più “unica e fantastica”. Fonte: P.N. del Gargano

PARCO APPENNINO TOSCO EMILIANO, MOTOSLITTE SOLO IN AREE ATTREZZATE

Il CTA del Parco informa che è reato l'uso scorretto delle motoslitte all'interno del Parco 26/03/2009 In attesa del regolamento del Parco Nazionale dell'Appennino tosco - emiliano - in corso di approvazione - che disciplinerà in modo più dettagliato il transito di mezzi motorizzati, il C.T.A.(coordinamento territoriale per l'ambiente) del Parco, per doverosa e corretta informazione ed a scopo preventivo, informa tutti i frequentatori del territorio del Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano che il transito delle motoslitte al di fuori delle aree attrezzate e delle viabilità consentite configura un reato e come tale verrà perseguito. Risultano pervenute al Parco, di recente, alcune segnalazioni inerenti il presunto svolgimento di gite su motoslitta in aree di aperta montagna ricadenti nel Parco Nazionale. Su tali attività sono ancora in corso accertamenti da parte del Corpo forestale dello Stato. Al fine di prevenire il fenomeno illecito, il Comandante del Coordinamento Territoriale per l'Ambiente del Parco tiene ad informare tutti gli interessati di quanto segue: “Il nostro Servizio Meteomont ci informa che le condizioni della neve sono ora tali da consentire tecnicamente l’effettuazione di gite in motoslitta anche in alcuni ambienti aperti, pur permanendovi un certo grado di rischio di valanghe, in quanto il fondo è in genere portante. Tuttavia, va rammentato che il D.P.R. 21 maggio 2001, istitutivo dell’Area protetta, ha integrato le misure di salvaguardia vigenti nei Parchi nazionali con il divieto espresso di transito di mezzi motorizzati al di fuori di alcune tipologie di strade, in assenza di nulla osta del Parco. Pertanto, il C.T.A. provvederà ad effettuare mirati servizi di sorveglianza, tesi a reprimere tale attività che, se effettuata in campo aperto e sulle viabilità vietate, costituisce reato. Le motoslitte dei trasgressori che vengano individuati ed indagati saranno sottoposte a sequestro penale preventivo, per le successive determinazioni dell’Autorità Giudiziaria competente per territorio.” Fonte. P.N. Appennino Tosco Emiliano
 

News parchi